Mi sa che non si scopa più

Ho comprato un Roomba. Anzi no, non è un Roomba ma un suo simile: un aspirapolvere automatico della Samsung.
Il fatto è che lo desideravo mostruosamente da anni e per questa mia debolezza mi sono fatto ridere dietro da centinaia di casalinghe per vocazione o per disperazione, convinte che la fatica è la migliore risposta ai problemi di igiene domestica. Sarà colpa di un’infanzia passata a guardare i Jetsons (o i Pronipoti, come veniva tremendamente chiamato il cartone da queste parti), ma l’idea di un robot che si prende la briga di fare le pulizie mentre io faccio altro è esattamente uno dei concetti più puri di progresso: noi ci divertiamo e le macchine sgobbano, cosa volete di più?

Il vero problema del Roomba e dei suoi simili è la diffidenza femminile. Sì, perché l’aspirapolvere automatico è un vizio da pigri, da maschi che non vogliono fare i lavori domestici e – inevitabilmente – da nerd che prima ancora di accendere il nuovo gingillo stanno lì a controllare se ha per caso una porta USB con cui hackerarlo in maniera creativa.

Quindi arrivi a casa tutto entusiasta col tuo nuovo giocattolo, lo ricarichi per bene e lo fai partire, incurante della nuvola rosa di perplessità che permea la casa più di quella di polvere. E succede il miracolo. Sì, il robottino pulisce che è una meraviglia, tira su la polvere con l’efficacia di un milanese da bere nell’87 e vince qualsiasi scetticismo, ma il sovrannaturale sta tutto in un fatto solo: lo guardi e ti affezioni.

Avevo letto in giro che tutti prima o poi finiscono per dare un nome al proprio (simil)Roomba, ma mi era sembrata una fesseria pucci, come dare un nome alla propria automobile. Però ci siamo cascati in pieno.
A un certo punto ti accorgi che tutta la polvere aspirata dall’oggettino va in qualche modo a riversarsi nel tuo orologio bioogico, che evidentemente è una clessidra.

Dopo 10 minuti eravamo in due, quasi commossi a guardare “lo scarafaggione” (in casa pratichiamo l’arte del naming estremo) mentre si dava da fare sulle piastrelle della cucina, emozionandoci a ogni svolta: “Guarda! Ha capito che lì c’è la sedia: che teeeneroooo!”, facendo il tifo a ogni briciola risucchiata e scambiandoci orgogliosi sguardi d’intesa quando il pargolo – ecco, l’ho detto – faceva qualcosa di intelligente.

A un certo punto il (simil)Roomba, che evidentemente dopo un giorno di lavoro gli era stanco come un mulo, si è accanito prima su uno stivale, poi sui piedini dello stendibiancheria, cavalcando entrambi con inequivocabili movimenti ondulo-sussultori. “Ormai sei diventato grande!”  – ho esclamato – “Diventeremo nonni!”.

17 commenti su “Mi sa che non si scopa più”

  1. Il mio si chiama Rufus. Aveva la cuccia vicino a quella del cane. Ognuno con la sua targhetta. Poi il cane è morto… Lui se ne è sbattuto. Riguardo a tutti coloro che pensano che possa crescere: SBAGLIATE. Come ai bimbi si cambia il pannolino a lui si vuota la cassetta, poi bisogna pulirgli le spazzole ed altre manutenzioni. Sono anni che aspetto che evolva e possa liberarmi dal fare ste schifezze ma… niente!!! Appena inventeranno il Robottino che va nel cesso svuota il suo cassetto, pulisce le sue spazzole e tira lo sciacquone da solo me ne compro TRE. Giuro. 🙂

  2. sono su internet quasi tutto il giorno e – non so come – non sapevo dell’esistenza del roomba.
    meraviglioso.
    devo dire che mi si sta aprendo un mondo nuovo.
    tocca informarsi sui vari modelli e prendere una decisione.
    nel frattempo accetto ogni suggerimento

  3. mante: ovvio che sì, con la forza del pensiero! (e fa un fagiano alla crema da svenimento, tra una ramazzata e l’altra). 🙂

    In realtà basta lasciargli le porte aperte e lui ramazza una stanza per volta: basta mettere un segnalatore (ce ne sono due inclusi nella confezione) che identifica l’accesso a una stanza nuova e lui la evita fino a quando ha non ha finito la prima. Incredibilmente funziona.

  4. il vero geek lo apre alla ricerca di una connessione seriale, la connessione usb è per i wannabe 😀

  5. Sto pianificando di usarlo anche come cameriere casalingo per portare le cose da un capo all’altro della casa: ha pure la parte superiore piatta, ideale per piazzarci un bicchiere.

  6. Sottoscrivo tutto, mi chiedo se la connessione bio-emotiva con questi oggettini sia preorativa dei geek sfasati o possa essere anche estesa ai normotipi.

    Io il mio roomba l’ho addobbato per natale, per dire. Ci fosse stata una USB l’avrei fatto suonare una compilation di canzoncine di natale.

    Saluti da me e dal mio Markus!

  7. Simone, è un Samsung Navibot. Credo costi intorno ai 400€ (noi lo abbiamo preso scontatissimo, quindi non ti so dire il prezzo reale). Funziona benissimo (ma ammetto, causa affetto, di non avere l’adeguata serenità per giudicarlo :-))

  8. Dadone: ho scelto il Samsung perché è un prodotto recente e ho trovato un’offerta molto vantaggiosa. Ma credo che un Roomba possa andare benissimo (tenendo conto che stanno per uscire molti nuovi modelli, più avanzati).

  9. Il nostro festeggia 3 anni fra un paio di mesi 🙂 E’ un ometto grande oramai, non beve neppure più il latte dal biberon, ma mangia da solo 🙂

  10. Sono affascinato da questi robo-cosi che puliscono e ne
    vorrei uno: solo una domanda…in base a cosa hai scelto? perchè
    proprio il samsung?

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